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Più di un anno di coronavirus. Come vanno le cose?

Vi abbiamo già parlato, diverse volte, di coronavirus (o Covid-19) su queste pagine. Ormai aggiungere ulteriori dettagli pensiamo sia anche leggermente superfluo. Le nostre vite sono cambiate (per sempre) e abbiamo dovuto fare i conti con un nemico invisibile ma non per questo meno letale.

Abbiamo preso confidenza con termini come lockdown, quarantena, tampone, indice RT e qualsiasi altra parola che non era inclusa nel nostro vivere quotidiano. Ma la vera domanda che tutti ci poniamo in questo momento è: “si vede la luce alla fine del tunnel?”.

Beh, rispondere non è decisamente semplice. Diciamo che qualcosa inizia a muoversi e con i vaccini le nostre vite dovrebbero tornare nuovamente alla normalità. Ovviamente la nostra è una speranza supportata da numeri in netto miglioramento (proprio come lo scorso anno) che abbiamo imparato a prendere con le dovute precauzioni.

Sicuramente questa pandemia ha mietuto moltissime vittime, non solo tra le persone che hanno perso la vita, ma anche in termini economici e sociali. Moltissimi di noi hanno dovuto rinunciare al loro lavoro, moltissimi altri hanno dovuto chiudere le loro attività o ridurre in modo significativo il loro guadagno. Questo aspetto non è da sottovalutare, specialmente se consideriamo che significa gravissime ripercussioni sul benessere delle nostre famiglie.

A inizio articolo vi parlavamo di nemico invisibile, proprio così, il coronavirus è un nemico subdolo che oltre a intaccare la tua salute fisica, mina in modo irreversibile quella mentale. Il ritorno alla vita normale sarà condizionato per diversi anni. Difficile socializzare nello stesso modo che facevamo prima di tutto questo.

Tornando all’aspetto lavorativo, alcuni settori hanno risentito maggiormente di questa situazione. Bar, ristoranti, cinema, palestre e moltissime altre attività stanno vivendo ancora situazioni difficili. Per quanto concerne il nostro settore, dopo un fisiologico calo dovuto ai vari lockdown, il “carrozzone” ha ripreso lentamente a muoversi. Vuoi per gli incentivi statali e relativo superbonus 110%, vuoi per la consapevolezza che le nostre case sono ancora il nostro bene più prezioso, l’edilizia sta riprendendo il suo lento passo verso un barlume di normalità.

C’è fermento e voglia di ripartire, quella voglia che vediamo in moltissimi di voi durante le nostre giornate lavorative. Una sorta di aria nuova che non vedevamo diverso tempo. Allo stato attuale è difficile dire se tutto questo fermento si trasformerà in qualcosa di positivo… sicuramente ci impegneremo nel dare il nostro contributo per questo fantastico settore.

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